Come conservare i cibi con lo zucchero

   

Come conservare i cibi con lo zucchero

Come conservare i cibi con lo zucchero

Sapevate che lo zucchero è un ottimo conservante naturale? Scopriamo come utilizzarlo per mantenere i cibi intatti e appetitosi quanto più a lungo è possibile!

Come conservare i cibi con lo zucchero

Sapevate che lo zucchero è un ottimo conservante naturale? Scopriamo come utilizzarlo per mantenere i cibi intatti e appetitosi quanto più a lungo è possibile!

Lo zucchero comunemente usato in cucina, conosciuto scientificamente come Saccarosio, rientra nella categoria dei conservanti naturali, insieme ad altri ingredienti fissi nelle nostre credenze. Non soltanto sale, olio, aceto, riso, aceto e alcol, dunque! Anche lo zucchero, con le sue molteplici proprietà, riesce a dare una mano fondamentale in cucina, aiutandoci a conservare più a lungo cibi che altrimenti sarebbero da buttare nel giro di pochi giorni. Lo zucchero agisce in modo molto simile al sale, vale a dire che se inserito nei recipienti utili a conservare il cibo, tende ad assorbire l’umidità ostacolando la formazione di batteri e altri microrganismi dannosi con un processo osmotico. Vediamo quali sono i principali metodi di conservazione con lo zucchero.

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Come conservare i cibi con lo zucchero

Lo zucchero-conservante è utilizzato spesso nella preparazione domestica di marmellate, confetture, canditi e gelatine, alle quali è spesso associata un’ulteriore operazione di sterilizzazione.

La preparazione di marmellate e confetture fatte in casa prevede il travaso del preparato ancora bollente in vasi a chiusura ermetica: in questo caso agiranno insieme l’osmosi del saccarosio e il potere sterilizzante del calore. Quando il barattolo viene però aperto per essere consumato, generalmente è poi conservato in frigo, ma se la quantità di zucchero è giusta può essere tranquillamente riposto in credenza a temperatura ambiente. Se il barattolo poi presenta uno strato superficiale di muffa, niente paura! È solo la parte superficiale della marmellata che non è stata sottoposta al processo d’osmosi.

Il processo di canditura, invece, consiste nell’immersione dei prodotti da conservare in uno sciroppo di zucchero, che facilita anche in questo caso l’osmosi, ossia la separazione dall’acqua. La canditura è una tecnica molto antica, risalente agli arabi che le hanno dato il nome. Può essere effettuata sia in modo artigianale che industriale: la procedura artigianale dura qualche giorno a seconda della velocità dei risultati sperati, consiste nell’evaporazione dello sciroppo con cui sono stati coperti i pezzetti di frutta con l’aggiunta di altro zucchero e sciroppo. Il metodo artigianale è anche noto come “giulebba tura”, dall’arabo giulab, letteralmente “acqua di rose”. Il processo industriale, invece, prevede le cosiddette autoclavi di canditura che, grazie alla bassa pressione, consentono alla soluzione zuccherina una maggiore concentrazione e più rapidi tempi di ebollizione.

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